Il sito web mi serve davvero?

Settembre 22, 2021

Siamo nel 2021 e la domanda “mi serve davvero il sito web” sembra retorica in un mondo che ormai viaggia prettamente sull’online.
In realtà, è un interrogativo che moltissimi professionisti e imprenditori si pongono a buona ragione, perché la risposta non è affatto scontata.

Esistono centinaia di servizi tipo Wix, Italia on line, Wordpress etc e una miriade di web agency che fanno di tutto per convincervi che, con il sito, i clienti vi pioveranno magicamente dal cielo. 

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Purtroppo la realtà è molto diversa e anzi è possibile che un sito non sia affatto la risposta giusta alle vostre esigenze.

In genere gli imprenditori hanno una richiesta molto semplice: “voglio vendere di più”, ma sono molto confusi su come raggiungere questo obiettivo. Hanno sentito parlare di ecommerce, market place, shopify, pubblicità sui social e non hanno idea di cosa faccia al caso loro e cosa no.

Ogni attività è diversa dall’altra, ogni azienda ha obiettivi e ragioni differenti per volere un sito web.
Per questo motivo ogni impresa adotta strategie particolari all’interno delle quali il sito può avere un peso diverso.
Insomma ci sono tanti fattori da tenere in considerazione e fa parte del lavoro del consulente indirizzare al meglio l’imprenditore

Ad esempio, il sito può servire da semplice biglietto da visita digitale, fare da vetrina all’attività, raccontare il brand, acquisire lead, vendere prodotti o servizi.

Ovviamente è impossibile analizzare tutti i casi specifici, ma proveremo a rispondere alla domanda iniziale di questo articolo presentando alcuni casi a cui noi stessi abbiamo lavorato e che riassumono la situazione della gran parte delle aziende italiane.

Il sito web per liberi professionisti

Uno studio di avvocati associati ha bisogno di un nuovo sito.

Confrontandoci con loro sugli obiettivi e sui motivi per cui vogliono il sito la risposta è semplicemente: “ce lo hanno tutti”.
I clienti dello studio vengono acquisiti con il passa parola. Il sito quindi sarebbe come un biglietto da visita, un po’ come l’ufficio di rappresentanza che serve per fare buona impressione e niente di più

Per loro la soluzione migliore è avere un sito molto basico, senza alcuna funzione particolare, ma che sia bello e veloce.
E che riporti tutte le informazioni sui professionisti dello studio: esperienze, specializzazioni e contatti.

Sarebbe inutile pensare ad una strategia mirata a posizionarsi sui motori di ricerca perché, per loro stessa ammissione, non avrebbero dedicato energie, tempo e budget al sito.

Se la vostra situazione è simile, strumenti come Wix ed una spesa sotto i mille euro, per la parte tecnica, possono bastare.
Vi consigliamo però di investire un bel po’ per pagare un bravo grafico che sviluppi l’identità visiva dell’attività (logo, grafiche, etc).

Il piccolo produttore

Una piccola azienda a conduzione familiare offre un prodotto di nicchia molto ricercato con un mercato estremamente verticale.

Hanno venduto sempre offline, ma vogliono ampliare il business ed aprirsi alle vendite online anche all’estero.

Per loro il sito può essere un’ottima soluzione perché non devono scontrarsi con concorrenti che hanno già monopolizzato il mercato. Hanno delle reali possibilità di posizionarsi e raggiungere un pubblico vasto ed interessato.
Naturalmente a condizione di impegnarsi per mantenere il sito attivo ed aggiornato, creando contenuti interessanti e promuovendoli.

L’attività locale

Un negozio di abbigliamento multimarca che ha un buon giro di clienti a livello locale vorrebbe ampliare il bacino di utenza.
Per loro il sito è una buona idea? NÌ. 

Che sia un ecommerce o no, questo negozio dovrebbe competere con giganti come Zalando, Yoox o grandi piattaforme di retail. Nessuno lo troverà cercando su Google “Converse all star bianche” ma al massimo digitando il nome preciso dell’attività.
E chi cerca il nome preciso del negozio, probabilmente è già cliente.

L’unico modo per competere per le prime posizioni su Google sarebbe di fare grossissimi investimenti pubblicitari che difficilmente una piccola attività può permettersi.

In situazioni come queste può avere molto più senso investire il budget disponibile in una campagna pubblicitaria per raggiungere un pubblico locale. Ad esempio inserzioni su Facebook e Google che abbiano come target persone che vivono entro 30 Km dal negozio. Anche la cara vecchia pubblicità offline, con tutti i suoi difetti, può essere una buona soluzione.

Da grossista a ecommerce

Un’azienda di distribuzione all’ingrosso di bevande vuole sfruttare il know-how acquisito per vendere direttamente ai privati online.

In questo caso l’ecommerce è una scelta obbligata.
Il mercato in cui si va a inserire è affollato e competitivo il che significa che ci sarà bisogno di un grosso investimento in marketing. Senza dubbio servirà un sito di alto livello tecnico che possa competere con quelli della concorrenza, e già questo ha un costo non indifferente. Ma a questo bisogna aggiungere le spese per una strategia di ingresso nel mercato, la pubblicità, il posizionamento ed il mantenimento del sito.

Purtroppo non c’è un’alternativa low-cost; senza un budget adeguato e la volontà di impegnarsi sul lungo termine è meglio rinunciare.

Quali alternative al sito web?

In questo articolo abbiamo cercato di spiegarvi che il sito web non è sempre la risposta migliore, ma questo non vuol dire che un’azienda nel 2021 possa rinunciare completamente alla presenza online.

Ormai le persone dai 50 anni in giù sono abituate a cercare tutto sul web, dal ristorante al dentista fino al noleggio di risciò.
E questa è una tendenza che andrà sempre più ad aumentare.

Anche tra i professionisti che fino a qualche anno fa non potevano pubblicizzarsi su internet (come avvocati o medici) c’è chi ha capito questa tendenza e si sta già muovendo. Loro sono già in vantaggio rispetto ai competitors che magari non hanno ne un sito ne delle pagine social attive.
Il web offre tanti canali e strumenti diversi per raggiungere i potenziali clienti, basta solo trovare quello più performante per la vostra azienda.

Non fatevi il sito solo per trattarlo come quel costoso tapis roulant che avete comprato spinti dai buoni propositi e che poi avete abbandonato in garage. Un sito web va curato per sempre!

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