Analisi SWOT: un esempio pratico

Marzo 31, 2022

L’analisi SWOT è uno strumento molto utilizzato in vari ambiti del business ogni volta che bisogna intraprendere un nuovo progetto.

Nella pratica è un modello che aiuta a valutare i pro e i contro di una determinata idea.
È un’analisi molto semplificata adatta alle primissime fasi progettuali.
Uno schema semplicissimo che però può far capire fin da subito se vale la pena di partire o meno.

Significato di analisi SWOT

Agli esperti di business piacciono tanto gli inglesismi e gli acronimi e infatti SWOT sta per: Strength, Weakness, Opportunity, Threats.
In effetti c’è da dire che in italiano l’acronimo non suonerebbe altrettanto bene… si dovrebbe tradurre come analisi dei punti di forza, punti deboli, opportunità e minacce

Parliamo quindi di un vero e proprio schema che permette di formalizzare gli aspetti positivi e negativi di un potenziale progetto dividendoli tra interni ed esterni.

Dovrebbe essere abbastanza facile capire cosa si intende per positivo e negativo, a patto che le premesse e gli obiettivi siano ben chiari. Anche perché ciò che per raggiungere uno scopo può essere positivo per un altro obbiettivo può essere negativo.

La differenziazione tra fattori esterni ed interni è forse meno intuitiva.
Nei primi rientrano aspetti “ambientali”, ossia che dipendono dal mondo che ci circonda e sui quali abbiamo poco controllo.
Nei secondi invece sono comprese le caratteristiche intrinseche del progetto. 

Schema generale analisi swot

Punti di forza


Sembra la parte più semplice perché quando si ha intenzione di sviluppare un’idea se ne vedono tanti lati positivi, a tratti geniali.
Se così non fosse non la si vorrebbe nemmeno realizzare.

In questo quadrante si considerano solo i fattori interni, cioè quelli che sono intrinsechi al progetto.

Se pensate che i punti forti debbano necessariamente essere unici e distintivi non è così, non state lanciando una startup.
Di certo possedere un brevetto è un bel vantaggio, ma anche utilizzare una tecnologia solida, affermata e riconosciuta da tutti potrebbe essere un punto forte.

Punti deboli


Per questa sezione dell’analisi SWOT c’è un rischio speculare ai punti di forza, ossia quello di sottovalutare i punti deboli.
Quasi sempre quando si ha un’idea si tende a non vederne le mancanze o a minimizzarle. 

Anche in questo caso parliamo di caratteristiche interne come ad esempio i tempi di realizzazione o le risorse necessarie.

Purtroppo tutti i progetti hanno qualche punto debole e se non lo vedete confrontatevi con qualcuno distaccato dal progetto. Sicuramente sarà più obiettivo di voi!


Opportunità

Nelle opportunità rientrano tutti gli elementi esterni che possono avere una ricaduta positiva sul nostro progetto.
Un esempio può essere la nascita di un trend che potrebbe stimolare l’adozione della nostra idea, oppure la possibilità di accedere a fondi per lo sviluppo del progetto.

Le opportunità si possono nascondere ovunque e non sono sempre facili da individuare. Una buona conoscenza del settore in cui si vuole agire e buone capacità previsionali sono indispensabili per coglierle.

Minacce

Parafrasando la nota battuta del film Aliens, “vengono fuori dalle fottute pareti”.

Questo per dire che le minacce si possono nascondere ovunque, e come se non bastasse sono fattori su cui non abbiamo il controllo. Una buona analisi SWOT ci aiuta a identificarle in modo da evitarle o trovare un modo per aggirarle.

Una minaccia potrebbe essere la difficoltà futura di reperire una determinata materia prima. Naturalmente noi non siamo in grado di agire sulle scorte mondiali di quella materia, ma possiamo mettere in atto politiche interne adatte a tamponare il problema.
Ad esempio, ampliando il nostro parco fornitori o modificando i processi produttivi per fare a meno di quel materiale.

Applicazioni dell’analisi SWOT

Non bisogna pensare che questo strumento debba essere utilizzato solo quando si vuole lanciare una startup o un grosso progetto.L’analisi SWOT si presta a molti scenari differenti:

  • Startup che ha bisogno di validare l’idea.
  • Grande impresa che vuole avviare la produzione di un nuovo prodotto.
  • Azienda che deve scegliere quali canali social utilizzare.
  • Piccola attività locale può utilizzarla per decidere de aprirsi al mercato estero.
  • Potreste perfino usarla per decidere se fare un trasloco.

Per dimostrarvi che questo strumento è adatto ad innumerevoli situazioni e spiegarvi come funziona nella pratica, vi facciamo vedere come noi lo abbiamo utilizzato per decidere quale piatto cucinare.

L’analisi SWOT che ti svolta la cena

Tutte le analisi per essere efficaci devono avere obiettivi e presupposti ben precisi. Quindi la prima cosa da fare è definire un quadro chiaro della situazione di partenza e dello scopo che si vuole raggiungere.
Per noi le premesse erano:

  • dei nostri amici pugliesi sarebbero venuti a trovarci e si sarebbero fermati a cena;
  • gli stessi, nei mesi precedenti, ci avevano mandato un “pacco da giù” che conteneva una salsa di pomodoro datterino giallo del Gargano;
  • siamo persone a cui piace cucinare per gli amici.

Il nostro obiettivo era “ringraziarli” del regalo usando la salsa per la preparazione del piatto principale della cena.

Dopo aver pensato a vari piatti eravamo indecisi fra tre idee e, da brave persone ossessionate dal marketing, abbiamo deciso di usare le analisi SWOT per decretare il vincitore.

Opzione 1 – Spaghetti, pomodoro giallo, triglie e terra di olive

Questo è il primo piatto che ci è venuto in mente perché avevamo già in casa tutti gli ingredienti a parte le olive.

Nel business non doversi procurare materie prime da fornitori esterni è un grosso vantaggio per ogni azienda, ecco perché questo è un punto di forza. Come lo è il fatto che per le nostre competenze culinarie la preparazione è abbastanza semplice.

Nonostante le due note positive, la preparazione di questa pietanza richiede tempi molto lunghi. Basta pensare al tempo necessario per pulire le triglie, denocciolare e sminuzzare le olive ed essiccarle. Quest’ultima operazione in particolare richiede anche un notevole dispendio energetico (forno accesso per molte ore). Inoltre c’era comunque bisogno di acquistare le olive.
Tutti questi sono punti deboli.

Per fortuna però, le olive sono un ingrediente facile da reperire e di basso costo, e questi sono aspetti positivi esterni che nel nostro schema rappresentano un’opportunità.

Come vedete nel nostro schema non ci sono minacce, questo perché non ne abbiamo trovate.

È importante capire che non bisogna obbligatoriamente riempire tutti i quadranti.
È giusto pensarci bene, ma non bisogna forzarsi.

Analisi swot 1
Disegno piatto opzione 1
Opzione 2 – Pasta, pomodoro giallo, tonno crudo, mandorle

Questa ricetta ci piaceva molto perché è davvero semplice e questo è sicuramente un punto forte.
Inoltre la preparazione è anche molto veloce; giusto il tempo di cuocere la pasta e la salsa ed aggiungere gli ingredienti crudi alla fine. Come ulteriore punto di forza, in questo piatto il pomodorino giallo viene esaltato al meglio.

Anche in questo caso ci mancava un ingrediente: il tonno. Di conseguenza lo abbiamo inserito tra i punti deboli.

Per nostra fortuna abbiamo una pescheria di fiducia dove eravamo sicuri di poterlo trovare, quindi un’opportunità.

C’è da dire però che in certi periodi il prezzo di questa materia prima può essere davvero alto e questa è sicuramente una minaccia.

Analisi swot 2
Disegno piatto opzione 2
Opzione 3 – Bao bun neri con polpetti alla luciana

Questa era l’idea più disruptive delle tre. 😂😂😂
Un mix tra i panini al vapore tradizionali giapponesi e la classica ricetta italiana dei polpetti alla Luciana.

Si tratta di una pietanza sicuramente pratica da mangiare e che può essere preparata in anticipo.
Due bei punti di forza se si vuole fare una cena più casual.

Tra i punti deboli però ci sono:

  • preparazione lunga. Per fare in casa i bao bun ci vogliono ore e una persona che segua il processo. È come se un’ azienda dovesse assumere una risorsa dedicata ad una specifica attività.
  • preparazione complicata. Fare un lievitato non è facile, in più se si usa un ingrediente che non si conosce bene (nero di seppia) il rischio di dire addio alla cena è molto alto.
  • acquistare i polpetti. Anche in questo caso c’era un ingrediente imprescindibile che mancava.

Quest’ultimo punto generava anche la minaccia di non poter trovare l’ingrediente principale che, nella nostra zona, non si pesca quotidianamente.

Analisi swot 3
Disegno piatto opzione 3

Il verdetto finale

Se avete seguito finora i nostri ragionamenti (e se siamo stati bravi a spiegarci) avrete intuito quale opzione abbiamo scelto alla fine.

Il piatto vincitore è… la pasta con il tonno crudo e le mandorle.

Piatto scelto dopo analisi swot


L’ingrediente in più che vedete nella foto è una stracciata freschissima che i nostri amici ci hanno portato quella sera stessa.

Se pensavate che avremmo selezionato l’opzione 1 poiché non erano emerse minacce siete stati sviati da uno dei “difetti” dell’analisi SWOT. Purtroppo è un metodo strettamente qualitativo che non prende in considerazione le “dimensioni” di un fattore.
È vero che il piatto vincente aveva la minaccia del prezzo del tonno, ma per noi questo fattore pesava meno rispetto ai punti deboli della prima ricetta.

Abbiamo usato come caso di studio una semplice cena per dimostrarvi come qualunque sia il vostro business l’analisi SWOT può aiutarvi a progettare meglio le vostre scelte con un metodo così intuitivo che potete usare da soli.

Meno costoso di un consulente, ma sicuramente migliore di lanciare una monetina.

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